La morte e la politica



11 febbraio 2009
Di fronte all'offesa che gli strepiti animaleschi di questi giorni
hanno portato alla sofferenza della disgraziata Eluana,
ho pudore e imbarazzo nell'affrontare una qualunque conversazione
che possa aggiungere rumore al rumore,
e forse preferirei non riservare nient'altro che silenzio ad un destino così tragico.

Le posizioni sono tutte rispettabili, o forse neutre,
vista la distanza che, grazie a Dio, divide la maggior parte di noi
dal vivere situazioni così estreme.
Potrei forse invitare ad acquisire un'informazione più corretta
(ad esempio l'"idratazione" di cui si parla
non era altro che un cocktail di farmaci, antinfiammatori, antibiotici,
senza cui la povera Eluana non sarebbe mai sopravvisuta così a lungo);
o sottolineare l'importanza delle definizioni,
invitando a non confondere l'eutanasia con la sospensione di cure inutili.

Ma non riesco, e non voglio, argomentare pensando a tanto dolore;
e mentre provo ad immaginare le condizioni di quel povero corpo,
avvizzito, martoriato dalle cannule, sfigurato dalle piaghe,
assieme alla pena sale uno sdegno che è il solo sentimento che vorrei trasmettervi,
una rabbia senza argomenti ma incontenibile.
Un odio che vorrei sublimare in memoria:
perchè vorrò, e vi invito a fare altrettanto, RICORDARE.

Di fronte a un prete RICORDARE la protervia con cui la Chiesa,
per affermare un principio e il suo potere,
ha calpestato il dolore umano senza il beneficio della pietà e dell'umana comprensione.
Davanti ad altre urne, RICORDARE RICORDARE RICORDARE
il cinismo di chi ha ordinato un'autopsia su un corpo già dilaniato dai tagli
e di chi ha mandato ispettori a controllare la regolarità amministrativa di una morte,
la volgarità di chi ha definito l'ombra di un essere umano "una donna capace di avere figli",
la violenza di chi ha scatenato una rissa mentre altrove solo il pianto rompeva il silenzio.

Questa rabbia, quest'odio senza fine,
che tante notizie di tanto malaffare non avevano saputo destare,
prendono casa oggi nella mia memoria, accanto alla pietà e alla commozione.
Perchè oggi l'esercizio violento del potere non ha violato semplicemente la giustizia,
ma ha invaso, impietosamente e senza la minima remora, le frontiere del sacro e dell'intoccabile,
demolendo il muro inviolabile che avrebbe dovuto delimitare la stanza di Eluana.

E' per questo che stavolta, ne sono certo, rivedendo certe facce,
di nuovo sorridenti, come prima bonarie, ancora untuose
RICORDERO', RICORDEREMO.

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