25 settembre 2008
"I'm not frightened of dying, anytime will do, I don't mind...
Why should I be frightened of dying?
There's no reason for it, you gotta go sometime"
Richard Wright,
nascosto dietro la magniloquenza del linguaggio di Waters
e la prepotenza della chitarra elettrica di Gilmour,
era il suono dei Pink Floyd.
Non solo il magico pianoforte di "The great gig in the sky" o di "Us and them",
ma l'artefice delle atmosfere sognanti e psichedeliche
dell'intero "Dark side of the moon",
dei suoni metallici di "Wish you were here",
della ricerca sonora dei tempi, ormai lontani nella storia,
di "Meddle" o "Ummagumma".
Richard Wright,
scomparso prematuramente,
scomparso prematuramente,
è stato il silenzioso creatore dei nostri sogni,
delle nostre fughe nello spazio e nel tempo,
delle nostre evasioni verso un mondo che oggi, senza lui,
è definitivamente nascosto dietro la faccia oscura dalla Luna.
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