
Recidi le connessioni dell’emisfero destro,
isolalo dall’area del pensiero razionale,
e non temere la perdita di un senso:
si può scrivere la musica su dodici intervalli,
esistono gli incroci di rette parallele.
Autonomo il cervello costruirà nuove sinapsi
e nuovi algoritmi regoleranno il mondo.
Allora finalmente rovescerò la testa
e il suono del violino proverrà dal tetto.
Quando comincerai a volare stretta nella mia mano
e distenderai nel vento le pieghe del vestito,
non sarai più donna, ma ora e per sempre sposa
ed io, che gia confusi il mio volto con il tuo,
con l’abito della festa ed un corpo solo
decollerò sopra le case del villaggio.
Librati serena, mia Bella, sulla Senna,
ti avvolge nel suo ventre la mucca dagli occhi buoni,
ti cinge Marc che è un angelo col viso di capra verde.
Ma quando il gallo rosso canterà le 10.10,
e il tuo viso sbiancherà candido come il vestito,
l’angelo cadrà con un urlo disumano,
e sul villaggio che un giorno era tutto verde
pioverà la vernice di un dolore rosso e nero.
Nella notte il tuo viso diafano si sostituirà alla luna,
invisibile il tuo velo continuerà ad avvolgermi
fino a che il Cristo crocifisso, morto alle 10.10,
risorgerà in un turbine completamente giallo.
Allora,
fra fiori giganteschi che non seccheranno più,
fra vortici di musici e il tripudio dei circensi,
la tavolozza avrà soltanto i colori della gioia
quando dipingerò ogni giorno il nostro sposalizio.
isolalo dall’area del pensiero razionale,
e non temere la perdita di un senso:
si può scrivere la musica su dodici intervalli,
esistono gli incroci di rette parallele.
Autonomo il cervello costruirà nuove sinapsi
e nuovi algoritmi regoleranno il mondo.
Allora finalmente rovescerò la testa
e il suono del violino proverrà dal tetto.
Quando comincerai a volare stretta nella mia mano
e distenderai nel vento le pieghe del vestito,
non sarai più donna, ma ora e per sempre sposa
ed io, che gia confusi il mio volto con il tuo,
con l’abito della festa ed un corpo solo
decollerò sopra le case del villaggio.
Librati serena, mia Bella, sulla Senna,
ti avvolge nel suo ventre la mucca dagli occhi buoni,
ti cinge Marc che è un angelo col viso di capra verde.
Ma quando il gallo rosso canterà le 10.10,
e il tuo viso sbiancherà candido come il vestito,
l’angelo cadrà con un urlo disumano,
e sul villaggio che un giorno era tutto verde
pioverà la vernice di un dolore rosso e nero.
Nella notte il tuo viso diafano si sostituirà alla luna,
invisibile il tuo velo continuerà ad avvolgermi
fino a che il Cristo crocifisso, morto alle 10.10,
risorgerà in un turbine completamente giallo.
Allora,
fra fiori giganteschi che non seccheranno più,
fra vortici di musici e il tripudio dei circensi,
la tavolozza avrà soltanto i colori della gioia
quando dipingerò ogni giorno il nostro sposalizio.
Nessun commento:
Posta un commento