Famiglie e matrimoni


C'è un manifesto, in tutta questa propaganda, che mi ha colpito.
Vi sono ritratti una coppia sorridente, il loro bel bambino, un candido nonno da fotoromanzo sullo sfondo e la sagoma bonaria di Clemente Mastella; lo slogan inneggia alla difesa della famiglia.
Ho avuto un pensiero semplice ma rivoluzionario: e se quei due giovani sorridenti NON FOSSERO SPOSATI? Cosa cambierebbe? La loro faccia sarebbe meno pulita? Il sorriso di quel bambino meno dolce? Il nonnino sarebbe un pò più malandato? La risposta è evidente: non cambierebbe NIENTE!
Quella E’ UNA FAMIGLIA!
Può dirsi altrettanto di case benedette dal rito di Santa Romana Chiesa? Matrimoni che hanno fatto da palliativo a vuoti più profondi, che hanno soddisfatto mediocri ambizioni borghesi ed altro ciarpame morale che non attiene, questo sì, al concetto sacro di famiglia?
Cosa difende allora il manifesto di Mastella?
Non la famiglia, ma IL MATRIMONIO. Ecco l’equivoco, ecco ciò che non viene detto chiaramente.
Ritengo che sposare la persona che si ama sia il più bell'omaggio che le si possa fare.
Ma qui si difendono il rito, la firma, la forma! Perché questo vuol dire sottomissione alle regole, riconoscimento di un potere, che quando è stato attaccato ha storicamente sempre estratto la spada.
Il vero attacco al matrimonio lo sta portando proprio il manifesto di Mastella, che ne riduce il concetto ad un freddo atto giuridico e lo spoglia di quel valore esistente, profondo, radicato nella natura umana, che spinge due esseri a voler affrontare la vita insieme e a volerla perpetuare. Valore che non ha bisogno di altro diritto, che quello di poter ESISTERE.

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