Le palle (Filastrocca)

L’uomo “con le palle” non esiste.
Esistono diversi tentativi, talora divertenti,
di essere decenti,
provare ad esser vivi.
L’uomo “con le palle” è un’astrazione,
per cui non c’è ragione sia preso a paragone
da parte di chi giudica gli altri e mai sé stesso,
la donna, troppo spesso arbitro disonesto,
e soprattutto non richiesto,
che conta i nostri passi con metro rigoroso
che se voliamo bassi, cerchiamo del riposo,
ché il peso della vita ci piega un po’ le spalle
ci chiama “senza palle”.
Son stufo di giudizi che dietro c’hanno il vuoto.
Io lotto tutto il giorno e non vi chiedo il voto:
lo faccio per me stesso e perché è necessario
sbarcare sì il lunario,
ma soprattutto accrescere il divario
fra vivere e campare,
esser uomo o vegetare.
Va avanti solamente chi resiste, non desiste.
Ci piace chi è deciso, fermo e saldo,
ma comunque non spavaldo,
chi sa la via da prendere, chi sempre sa decidere.
Ma, vedi, dolce amica, ci sta tanta fatica.
Dietro ogni affermazione ci fu un’esitazione,
dietro l’agir sicuro si nasconde un muro
che, credimi, fu duro scavalcare;
ci fu da lavorare nell’attappar le falle:
non si nasce “con le palle”.
A chi mi vorrà amare dico col cuore aperto:
“Non temo di guidare”, però il cammino è incerto.
Distruggere non serve, sparare sul nocchiero
affonda sì la barca, ma anche il passeggero.
Lasciateci il timone, ma dateci supporto
ché quello che abbiam scelto è di arrivare in porto.
Talora il passo svelto, talora il fiato corto,
saliamo la salita di questa nostra vita
e solo allora, uniti, al termine del calle,
potremo dirci insieme :”C’hai le palle!”

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