Vivere con lo sporco,
osservare l'imperfetto senza voglia di correggerlo,
anzi amarlo come ciò che umile, fragile, deperibile,
perchè è vicino a noi,
che siamo piccoli, inutili, senza meta,
ma amiamo, sorridiamo, ci teniamo la mano l'un l'altro,
camminando verso il baratro che ci inghiottirà senza lasciare traccia sul terreno,
infinitamente forti anche più di questo destino immane
a cui, incuranti di non vincere, ci ribelliamo quotidianamente
amando, sorridendo, tenendoci per mano.
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