Il blog

I pensieri sono benzina; o profumo; oppure acetone, vino, erba, caffè.
Acri, impercettibili, soavi, penetranti, ma sempre volatili.
Concentrazione troppo bassa di molecole sottili in un’atmosfera così enormemente più grande,
durano pochi secondi prima di essere inglobati nell'indifferenziato.
E lo stesso cervello, secondo un’ergonomia insoddisfacente,
impegna ben presto il più delle energie nell’insulsa attività del vivere.
Così, ritardato dalla soddisfazione dei bisogni elementari,
inviluppato dall’abbraccio soffocante del sonno,
il volo del pensiero, paradigma perfetto del provvisorio, è quello di una bolla di sapone,
iridescente fin quando riesce a non esplodere.
E allora, per scacciare quella corrosiva connessione fra effimero ed inutile
che opprime gli atti del vivere,
datemi questa scatola impenetrabile agli agenti patogeni,
il volume a temperatura costante dove i nostri pensieri possano galleggiare.
Chiudiamoci le cose che non siamo capaci di dirci o addirittura di dire,
quelle cose preziose che ci vengono in mente
quando il nostro motore gira a folle ripetendo continuamente il suo ciclo,
per il solo gusto di farlo;
le parole che ci appaiono di notte,
stampate sul parabrezza della macchina che ci riporta a casa
oppure sulla superficie nascosta delle palpebre, quando alla fine si chiudono;
quelle poche scintille sepolte da così tanta cenere,
quegli atomi di Dio sparati dal big bang anche fra le nostre cellule
Voliamo a cavallo degli elettroni che trasportano i nostri pensieri;
smettiamo di vivere per un minuto, un secondo della nostra giornata e voliamo!

Nessun commento: