Una direzione

Immagino parole, discorsi per comprendere il mondo che non quadra,
cui risponde il silenzio del mare indifferente.
Consumano pensieri, ricercano il dominio della felicità, o quanto meno del destino,
cerebrale attività indefessa sparsa in un’aria muta.
Lucido le frasi, ogni giorno il mio abito è nuovo, cerco il controllo,
si aggrovigliano nodi.
Voglio essere, risolvere l’equazione,
ma la testa si scinde e mi avvia verso il fossato del dolore.
E allora cammino spedito, taglio, do colpi di falce, il passo è diritto,
il cervello mi chiede insistente la strada,
non so rispondere
e piango
e ancora falcio
e ancora vado.
Un giorno sarà aperto il varco e vedrò, tutto finalmente chiaro, capirò.
Tornerò al mio mare e nell’incapacità di contarne le onde, troverò al fine la serenità.
Steso sulla sabbia, aspetterò che si compia il mio destino.

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